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Disturbi d'ansia

I Disturbi d’Ansia possono assumere varie forme, dalle più semplici alle più complesse e si possono distinguere a seconda delle strategie che la persona adotta per far fronte o per alleviare l’ansia e la paura.
L’Ansia a livelli moderati è funzionale, serve a stimolarci, a motivarci, a renderci più reattivi; tutti proviamo un po’ d’ansia, ma chi soffre di un Disturbo d’Ansia come gli Attacchi di Panico, ne è paralizzato.
Questo disturbo oltre a provocare sintomi fisici quali: palpitazioni, sudorazione, difficoltà a respirare, giramento di testa, tremori, può dar luogo a due tipi di pensiero catastrofico:

  • Paura di Morire
  • Paura di Impazzire o fare qualcosa di incontrollato.

Anche provare paura è naturale e utile, è quando la paura diventa eccessiva e non giustificata dalla situazione, che diviene patologica e disfunzionale.
La Fobia, infatti, per definizione, è una paura estrema e sproporzionata rispetto qualcosa di non realmente pericoloso.
La maggior parte dei soggetti che soffre di questi disturbi ricorre alle seguenti strategie:

  • Evitamento o Controllo nelle situazioni ritenute “pericolose”
  • Richiesta d’aiuto a chi gli sta vicino (es. familiari o amici)

Col tempo gli evitamenti, le fughe e le richieste d’aiuto si estendono sempre più, fino a tener impegnata tutta una rete di persone pronte al “soccorso”.
Seppur con le migliori intenzioni, si viene, in tal modo a creare un circolo vizioso, che contribuirà a convincere la persona di non essere più in grado di farcela ad affrontare certe situazioni, per lo meno non da sola.
La persona si trova, così intrappolata, in una gabbia che lei stessa ha contribuito a costruire giorno dopo giorno.
In altri casi chi soffre di disturbi ansiosi cerca continuamente di ascoltare e controllare le proprie reazioni fisiologiche (es. battito cardiaco e respirazione) che essendo però funzioni spontanee, vengono proprio in tal modo alterate, spaventando sempre più la persona. Se questo meccanismo disfunzionale di interazione mente corpo non viene interrotto si giunge fino all’attacco di panico.

Come uscirne?

Esistono molte teorie, anche in netta contrapposizione tra loro, riguardo a come una patologia di tipo fobico-ansioso possa formarsi, e su come sia possibile risolverle.

Secondo la prospettiva Strategica i disordini fobici e più in generale i disturbi d’ansia appaiono come il prodotto di un complesso processo di retroazione tra il soggetto e la realtà circostante.
Perpetuando nel tempo certi comportamenti, come gli evitamenti, le richieste di aiuto, i rituali oppure i controlli, si viene a creare una forma di “equilibrio” seppur si tratti di un equilibrio patologico.
Ne consegue che per essere rotta, questo tipo di persistenza, richieda interventi in grado di cambiare, non solo le azioni, i comportamenti del soggetto, ma soprattutto la sua percezione nei confronti della realtà, costruendo una nuova e più funzionale modalità di rapportarsi al mondo.
Oggi, a differenza di quanto solitamente di creda, questo cambiamento è possibile anche senza ricorrere ai farmaci o a lunghe e costose terapie.



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