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Dott.ssa Marina Giannerini

Psicologa - Psicoterapeuta

RAPPORTO GENITORI FIGLI

rapporto genitori figli complicato

Il rapporto genitori e figli è certamente complesso. Che si tratti di Infanzia o Adolescenza, accompagnare i figli nelle fasi della crescita non è sempre facile. Se il meccanismo d’interazione tra generazioni si inceppa, possono instaurarsi conflitti, sofferenza o senso di incapacità; in tal caso si può scegliere di rivolgersi ad uno specialista.

Lo scopo con cui i genitori si rivolgono ad uno psicoterapeuta è, solitamente, quello di ottenere nuovi e più efficaci strumenti, per far fronte alle difficoltà del figlio. È bene sottolineare che non sempre le difficoltà che si riscontrano nel percorso di crescita si trasformano in veri e propri problemi. Tutte le fasi dello sviluppo portano momenti di “squilibrio” temporaneo.

Solitamente i genitori avvertono il bisogno di un aiuto nei seguenti casi:

Se notano l’insorgere di una difficoltà emotiva nel figlio. Esempi di problemi che si riscontrano in età evolutiva sono: difficoltà di apprendimento, disturbi alimentarifobie (fobia scolastica, del buio, di animali, di abbandono…) difficoltà sociali, scarsa autostima, ansia da prestazione

Altra situazione potenzialmente problematica per i bambini che potrebbe minare il rapporto genitori figli è la separazione o, ancor più, la perdita di uno di essi, se questa non è affrontata in modo adeguato dalle figure parentali. L’aiuto del professionista può essere richiesto sia nella fase di comunicazione dell’informazione, sia nell’apprendere a gestire le emozioni suscitate dalla perdita del partner.  Rabbia o dolore che siano queste emozioni, si dovrà intervenire in modo che non diventino motivo di ulteriore sofferenza o confusione per i figli.

Una delle problematiche educative che oggi più frequentemente porta alla richiesta di un sostegno, è la difficoltà nel far rispettare le regole ai figli (bambini o adolescenti). Nei primi anni di crescita sarà riuscire a dare le regole per il sonno, il pasto, il gioco. Nella fase di crescita invece, per lo studio o l’uso di internet.

Lo scopo dello psicologo sarà quello di trasmettere ai genitori gli strumenti che li rendano, nuovamente capaci, di gestire in modo autonomo i problemi legati al processo educativo.

Per questo, nella Terapia Breve Strategica si sceglie di affrontare alcune difficoltà dei bambini attraverso i genitori, tramite la “terapia indiretta”. Nel caso in cui il figlio sia un adolescente o un pre-adolescente il terapeuta, può decidere, in base al problema, se coinvolgere direttamente il/la ragazzo/a in terapia.

Cos’è la Terapia Indiretta? Sinteticamente per “terapia indiretta” si intende fare terapia ai figli mediante i genitori. In altri termini ai genitori verranno date indicazioni di comportamento o strumenti utili a modificare il comportamento disfunzionale del figlio.

Difficoltà di rapporto genitori figli

Il primo rapporto affettivo che l’essere umano instaura è quello coi propri genitori, perciò i problemi nelle dinamiche familiari possono lasciare profonde ferite. Tipicamente, le difficoltà nel rapporto coi genitori caratterizzano il periodo adolescenziale, quando il ragazzo lotta per trovare e affermare se stesso. Nonostante ciò le difficoltà del rapporto genitori figli possono andare ben oltre questa fase e accompagnare la persona attraverso la vita adulta, con un perenne senso di insoluto.

Se le incomprensioni e la sofferenza caratterizzano il rapporto e nonostante i vari tentativi, non si trova un modo per sanare tale dolore o frustrazione, un percorso terapeutico può fornire strumenti utili per confrontarsi in modo nuovo e più sano con la propria realtà familiare.                          

Suggerimenti di lettura:
Giannotti E., Nardone G., Rocchi R., Modelli di famiglia, Ponte alle Grazie, 2001
Nardone G., Aiutare i genitori ad aiutare i figli, Ponte alle Grazie, Milano, 2012
Bartoletti A., Lo studente strategico, Ponte alle Grazie, Milano, 2013